Vasari Excerpt: Pontormo's Certosa Vite

Le Vite de' Più Eccenllenti Pittori Scultori Ed Architettori Scritte Da Giorgio Vasari Pittore Aretino: Con Nuove Annotazione e Commenti de Gaetano Milanese, Tome VI, FIrenze, 1906, 265-270.


"Tornato Iacopo a Firenze, fece in un quadro a sedere Santo Agostino vescovo che dà la benedizione, con due putti nudi che volano per aria, molto belli: il qual quadro è nella piccola chiesa delle suore di San Clemente in via di San Gallo sopra un altare.  Diede similmente fine a un quadro d'una Pietà con certi Angeli nudi, che fu molto bell'opera, e carissima a certi mercanti Raugei, per i quali egli la fece: ma sopra tutto vi era un bellissimo paese, tolto per la maggior parte da una stampa d'Alberto Duro.  Fece similmente un quadro di Nostra Donna col Figliuolo in collo e con alcuni putti intorno; la quale è oggi in casa d'Alessandro Neroni: e un altro simile, cioè d'una Madonna, ma diversa dalla sopradetta e d'altra maniera, ne fece a certi Spagnuoli: il quale quadro essendo a vendersi a un rigatiere di li a molti anni, lo fece il Bronzino comperare a messer Bartolomeo Panciatichi.

    L'anno poi 1522 essendo in Firenze un poco di peste, e però partensodi molti per fuggire quel morbo contagiosissimo e salvarsi, si porse occasione a Iacopo d'Allontanarsi alquanto, e fuggire la città.  Perchè avendo un priore della Certosa, luogo stato edificato dagli Acciaiuoli fuor di Firenze tre miglia, a far fare alcune pitture a fresco ne'canti d'un bellissimo e grandissimo chiotro che circonda un prato, gli fu messo per le mani Iacopo.  Perchè avendolo fatto ricercare, el egli avendo molto volentieri in quel tempo accettata l'opera, se n'andò a Certosa, menando seco il Bronzio solamenta; e gustato quel modo di vivere, quella quiete, quel silenzio de quella solitudine (tutte cose secondo il genio e natura di Iacopo), pensò cib quella occasione fare nelle cose dell'arti uno sforzo di studio, e mostrare al mondo avere acquistato maggior perfezione, e variata maniera da quelle cose che aveva fatto prima.  Ed essendo non molto innanzi dell'Alemagna venuto a Firenze un gran mumero di carte stampate e molto sottilimente state intagliate col bulino da Alberto Duro, eccellentissimo pittore tedesco e raro intagliatore di stampe in rame e legno, e fra l'altre molte storie grandi e piccole della Pasione di Gesù Cristo; nelle quali era tutta quella perfezione e bontà nell'intaglio di bulino che è possibile far mai per bellezza, varietà d'abiti ed invenzione;  pensò Iacopo, avendo a fare ne'canti di que'chiotri istorie della Passione del Salvatore, di servirsi dell'invenzioni sopradette d'Alberto Duro, con ferma credenza d'avere non solo a sodisfare a se stesso, ma alla maggior parte degli artefici di Firenze; i qualit tutti, a una voce di comune giudizio e consenso, preicavano la bellezza di queste stampe e l'eccellenza d'Alberto.  Messosi, dunque Iacopo a imitare quella maniera, cercando dare alle figure sue nell'aria della teste quella prontezza e varietà che avea dato loro Alberto, la prese tanto gagliardamente, che la vaghezza della sua prima maniera, la quale gli era stata data dalla natura, tutta piena di dolcezza e di grazia, venne alterata da quel nuovo studio e fatica e cotanto offesa dall'accidente di quella tedesca che non si consoce in tutte quest'opere, come che tutte siun belle, se non poco di quel buono e grazia che egli aveva insno allora dato a tutte le sue figure.  Fece dunque all'entrare del chiostro in un cnato Christo nell'orto, fingendo l'oscurità dell anotte illuminata da lume della luna tanto bene, che par quasi di gionro; e mentre Cristo òra, poco lontano si stanno dormendo Pietro, Iacopo e Giovanni, fatti di maniera tanto simile a quella del Duro, che e una maraviglia.  Non lungi è Giuda che conduce i Giudei, di viso cosi strano anch'egli, si come souo le cere di tutte que'soldati fatti alla tedsca con arie stravaganti, ch'elle muovono a compassione chi le mira della semplicità de quell'nomo, che cerò con tanta pacienza e fatica di sapere quello che dagli altri si fugge bontà avanzava tutte l'altre, e piaceva ad ognunno infinitamente.  Or non sapeva il Puntormo che i Tedeschi e Fiaminghi vengono in queste parti per imparare la namiera italiana, che egli con tanta fatica cercò, come cattiva, d'abbandonare.  A lato a questa, nella quale è Cristo, menato dai giudei innanzi a Pilato, dipinse nel Salvatore tutta quell'umiltà, che veramente si può immaginare nell stessa innocenza tradita dagli uomini malvagi, e nella moglie di Pilato la compassione e temenza che hanno di se stessi coloro che temono il giudizio divino:  la qual donna, mentre raccomanda la causa di Cristo al marito, contempla lui nel volto con pietosa maraviglia.  Intorno a Pilato sono alcuni soldati, tanto propriamente, nell'arie de'volti negli abiti, tedeschi, che chi non sapesse di cui mano fusse quell'opera, la crederebbe veramente fatta da oltramontani.  Bene è vero che nel lontano di questa storia è un coppieri di Pilato, il quale scende certe scale con un bacino ed un baccale in mano, portando da lavarsi le mani al padrone, e bellsissimo e vivo, avendo in sè un certo che della vecchia maniera di Iacopo.  Avendo a far poi in uno degli altri cantoni la Ressurezione di Cristo, venne capriccio a Iacopo, come quello che non avendo fermezza nel cervello andava sempre nuove cose ghiribizzando, di mutar colrito; e così fece quell'opera d'un colorito in fresco tanto dolce e tanto buono, che se egli avesse con altra maniera che con quella medesima tedsca condotta quel'opera, ella sarebbe stata certamente bellissima; vedensoi nelle teste di que'soldati, quasi morti e pieni di sonno in varie attutudini, tant bontà, che non pare che sia possibile far meglio.  Seguitando poi in uno degli altri canti le storie della Passione, fece Cristo che va con la croce in spalla al monte Calvario; e dietro a lui il popolo di Gerusalem che l'accompagna; ed innanzi sono i due ladroni ignudi, in mezzo ai ministri della giustizia, che sono parte a piedi e [arte a cavallo, con le scale, col titolo della croce, con martelli, chiodi funi, ed altri sì fatti instrumenti;  ed al sommo, dietro a un monticello, è ka Nostra Donna con le Marie che piangendo aspettano Cristo; il quale, essendo in terra cascato nel mezzo della storia, ha introno molti Giudei che lo percuotono, mentre Veronica gli porge il sudario, accompagnata da alcune femine vecchie e giovani, piangenti lo strasio che far veggiono del Salvatore.  Questa storia, o fusse perchè ne fusse avvertito dagli amici, o vero che pure una volta si accorgesse Iacopo, benchè tardi, del danno che alla sua dolce maniera avea fatto lo stduio dell tedesca, riuscì molto migliore che l'altre fatte nel medesimo luogo. Conciosiachè certi Giudei nudi ed alcune teste di vecchi sono tanto ben condotte a fresco, che non si può fat più; se bene nel tutto si vede sempre servata la detta maniera tedesca.  Aveva dopopqueste a seguitare negli altri canti la Crucifissione e Deposizione di Croce; ma lasciandole per allora con animo di farle in ultimo, fece al suo luogo Cristo despoto di Croce, usando la medesima maniera, man con molta unione di colori: ed in questa, oltre che la Maddalena, la quale bacia i piè di Cristo, è bellissima, vi sono due vecchi fatti per Ioseffo d'Arimatea e Nicodem, che se bene sono della maniera tedesca, hanno le più bell'arie e teste di vecchi, con barbe piumose e colorite con dolcexxa maravigliosa, che si possano vedere.  E perchè, p;tre all'essere Iacopo per ordinario lungo ne'suoi lavori, gli piaceva quella solituine della Certosa, egli spese in questi lavori parecchi anni:  e poichè fu finita la peste, ed egli tornatosene a Firenze, non lasciò per questo di fresquentare assai quel luogo, ed andare e venire continuamente dalla Certosa alla città; e così seguitando, sodisfece in molte cose a que'padri.  E fra l'altre, fece in chiesa sopra una della porte che entrano nelle cappelle, in una figura dal mezzo in su, il ritratto d'un frate converso di quel monasterio, il quale allora era vivo ed aveva centroventi anni, tanto bene e pulitamente fatta con vivacità e prontezza, ch'ella merita che per lei sola si scusi il Puntormo della stranezza e nuova ghiribizzosa maniera che gli pose addosso quella solitudine, e lo star lontano dal commerzio degli uomini.  Fece oltre ciò, per la camera del priore di quel luogo, in un quadro la Natività di Cristo, finegndo che Giuseppo nelle tenebre di quella notte faccia lume a Gesù Cristo con una lanterna: e questo, per stare in sulle medesime invenzione e capricci che gli mettevano in animo le stampe tedsche.  Nè creda niuno che Isacopo sia da biasimare, perchè egli imitasse Alberto Duro nell'invenzioni, perciocchè questo non è errore, e l'hanno fatto e fanno continuamente molti pittori: ma perchè egli tolse la maniera stietta tedesca in ogni cosa, ne'panni, nell'aria delle teste, e l'attitudini; il che doveva fuggire, e servirsi solo dell'invenzioni, avendo egli interamente con grazia e bellezza la maniera moderna.  Per la Foresteria de'medesimi padri fece in un gran quadro di tela colorita a olio, senza punto affaticare o sforzare la natura Cristo a tavola con Cleofas e Luca, grandi quanto il naturale: e perciocchè in quest'opera seguitò il genio suo, ella riuscì veramente maravigliosa; avendo massimamente, fra coloro che servono a quella mensa, ritratto alcuni conversi di que'frati, i quali ho conosciuto io, in modo che non possono essere nè più vivi nè più pronti di quel che sono."



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